Posizione:Articolo de "L'Arena" del 1 ottobre 2009

Articolo de "L'Arena" del 1 ottobre 2009


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Articolo tratto da "L'Arena" del 1 ottobre 2009, riguardante la difficile situazione sugli accordi per le convenzioni tra le cooperative sociali e l'Azienda Sanitaria Locale U.L.S.S. 22

Giovedì 01 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 22 

ULSS 22. Il problema è generato dal cambio di modalità di pagamento: si passerà alla «retta unica» nell’ottica di una riduzione dei costi 

Ceod, scontro aperto
tra coop e Dall’Ora

Cooperative sociali contro Ulss 22. In mezzo, a pagare il prezzo più alto del «disaccordo», ci sono i 300 disabili iscritti ai Ceod e alle Comunità alloggio del territorio che, con le loro famiglie, vivono la querelle in corso da mesi come una continua minaccia di tagli ai servizi. 

A cercare di fare da paciere c’è la Conferenza dei sindaci che, con il presidente Umberto Chincarini, mette continuamente il naso nei bilanci dell’azienda sanitaria per cercare di trovare in fretta una soluzione che sblocchi il clima di incertezza. Il problema è, essenzialmente, uno: fino al 2007 il rapporto economico tra cooperative e Ulss era su base di convenzioni dirette, di durata annuale; il nuovo direttore generale Alessandro Dall’Ora (insediatosi nel gennaio 2008), nell’intento di rivisitare il sistema e di razionalizzare i costi, non ha più rinnovato le convenzioni e ha aperto un tavolo con i rappresentanti delle cooperative per definire il passaggio al sistema della «retta unica giornaliera», uguale per tutti i disabili, coprendo il periodo di vuoto con continue proroghe d’incarico (esattamente quattro). 

La situazione, al momento, è ferma lì, si è arenata in mezzo al guado: da una parte c’è l’azienda sanitaria che cerca di far quadrare i conti e di arrivare quanto prima alle «rette» e dall’altra ci sono le cooperative che gestiscono i Ceod che lavorano senza stipula della convenzione con tutta una serie di disagi nel programmare il lavoro. Di più: le cooperative hanno posto un ultimatum al direttore Dall’Ora che suona pressapoco così: «O si arriva ad un accordo di buon senso o chiudiamo i Ceod perchè è impossibile gestirli senza le garanzie minime di copertura finanziaria».

C’è stata una riunione, l’altra sera, della commissione disabilità e bilancio della Conferenza dei sindaci con la dirigenza della 22 proprio per fare il punto della situazione. L’esito è stato quello della firma di una ulteriore proproga, fino a fine anno, delle convenzioni stipulate con le cooperative che gestiscono i Ceod. «Da inizio 2010, però», spiega Riccardo Maraia, assessore al sociale di Villafranca, «noi pretendiamo che finisca questo continuo procrastinare decisioni importanti e che si arrivi a definire le rette giornaliere tenendo ben presente che vanno prima di tutto tutelati i disabili, i servizi di cui hanno diritto e la qualità degli stessi».

I rappresentanti delle cooperative non usano mezze parole. «Non possiamo più accettare», spiegano, «l’atteggiamento della direzione dell’Ulss 22 nè essere complici di una revisione-ristrutturazione dei servizi che penalizzi i disabili. Per questo abbiamo coinvolto i genitori, perchè crediamo che il dottor Dall’Ora stia mettendo in pericolo strutture indispensabili al territorio, che anche altre Ulss ci invidiano, create con tanta fatica dal privato-sociale e dagli amministratori locali». Di qui la riflessione, che suona più come una tirata d’orecchi al direttore generale: «È prioritaria, per chi si occupa di sociale e di assistenza pubblica, la qualità della vita di queste 300 persone e delle loro famiglie». «Il sistema a rendiconto a piè pagina, com’è chiamato quello basato su convenzioni con le cooperative sociali, doveva cambiare per uniformare il trattamento degli utenti disabili seguiti dai servizi. Passando infatti alla retta giornaliera, cosa che stiamo studiando nei dettagli», spiega il direttore generale dell’Ulss 22 Dall’Ora, «ci sarà più certezza nella spesa da parte dell’ente pubblico e ci sarà pure una ottimizzazione dei costi. Questa è la grande riforma che sto cercando di applicare ma che non è ancora andata in porto essenzialmente per la difficoltà nel definire il valore di questa retta giornaliera». E ancora: «La Regione mi dà degli standard per calcolarla ma su quelli io devo calare la mia realtà, devo cioè trovare il giusto incastro dei servizi che garantisco all’utente». «Vorrei davvero», spiega il direttore, «con le cooperative fare un percorso di razionalizzazione condiviso ma a quanto pare spesso facciamo fatica a intenderci: io devo anche, oltre che garantire i diritti dei disabili, trovare i soldi per erogare i servizi e il grande lavoro che sto facendo è proprio quello di trovare il modo di riuscirci ottimizzando la spesa».

Camilla Ferro

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