Posizione:Articolo de "L'Arena" del 20 ottobre 2009
Articolo de "L'Arena" del 20 ottobre 2009
Terzo articolo inerente la complessa situazione sugli accordi per le convenzioni tra le cooperative sociali e l'Azienda Sanitaria Locale U.L.S.S. 22, tratto dal quotidiano "L'Arena" del giorno 20 ottobre 2009 a firma della giornalista Camilla Ferro.
Martedì 20 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 25
ULSS 22. Nell'ultima Conferenza dei sindaci si è discusso della riorganizzazione di centri diurni e comunità alloggio. I genitori: "Che amarezza"
Ceod, ecco le "garanzie" di Dall'Ora
Rapporti sempre tesi tra direttore, cooperative e famiglie dei disabili "La retta unica è necessaria, non è nulla di tragico: farà solo ordine"
Hanno provato a sedersi tutti attorno allo stesso tavolo, un'altra volta. Hanno buttato, sullo stesso tavolo, i "motivi" per cui ciascuno difende la propria posizione cercando di convincere gli altri a cambiare idea, a capire. Si sono alzati, da quel tavolo, rimanendo ciascuno ancorato alle proprie certezze e riaggiornando il confronto a venerdì.
Il direttore generale dell'Ulss 22 Alessandro Dall'Ora, i rappresentanti del Comitato genitori e gli amministratori comunali hanno colto l'occasione dell'ultima Conferenza dei sindaci per fare il punto su Ceod, comunità alloggio e cooperative sociali alla luce della nuova direttiva regionale che invita le aziende sanitarie ad applicare la retta unica giornaliera per gli ospiti di centri diurni e residenziali: un modo per razionalizzare i costi superando il vecchio sistema delle "convenzioni" siglate direttamente con ciascuna cooperativa. Da quando il direttore Dall'Ora ha dichiarato di voler arrivare in fretta alla definizione del nuovo sistema amministrativo, si è scatenato il finimondo: da una parte ci sono i genitori che temono venga tagliata l'assistenza ai propri figli, dall'altra le cooperative che insorgono e minacciano di interrompere il servizio se l'Ulss "gira" meno denaro di quello dato fino ad oggi, in mezzo i sindaci che cercano di mediare tra la necessità di razionalizzare i costi e quella di mantenere gli alti standard assitenziali fin qui garantiti. Il risultato? Ancora nessuno. Perchè manca la disponibilità, da parte delle figure coinvolte, a trovare una soluzione. Nelle altre Ulss veronesi (box a lato) c'è massima collaborazione tra azienda sanitaria, cooperative e famiglie. Nella 22, no.
Da parte sua il direttore Dall'Ora insiste nel dire che i genitori dei disabili "da queste faccende dovevano essere tenuti fuori proprio per evitare preoccupazioni in più di quelle con cui già convivono quotidianamente". Di più: "Il problema non l'ho creato io", dice, "ma è stata la Regione a chiedere di fare un po' di ordine dentro i conti del sociale: la retta unica che qui tutti temono altro non è che un sistema per far funzionare al meglio le strutture e quindi per ottimizzare la spesa, annullando sprechi che oggi gravano, ad esempio, su chi è in lista d'attesa (10 persone per i centri diurni, 3 per i residenziali, ndr) e non entra solo perchè non ci sono i fondi sufficienti".
Dall'Ora, in questa fase di rivalutazione delle convenzioni in vista dellad efinizioend ella retta unica, vuole rassicurare le 280 famiglie coinvolte in faccende che, "proprio per la loro natura strettamente amministrativa", spiega, "non dovevano finire sulle loro spalle. Sia chiaro: quello che sto cercando di fare è solo rivedere i criteri che definiscono il rapporto tra Ulss e cooperative. E sottolineo: l'assitenza ai disabili non verrà meno, anzi". Insiste: "Eliminando le spese inutili, avanzeranno fondi che potranno essere utilizzati meglio nell'interesse di tutti. Ad esempio: se riusciamo a defalcare i giorni di assenza nei Ceod dalla quota che l'Ulss paga alle cooperative, oppure se riusciamo a capire che esistono strutture utilizzate al 50% la cui esistenza può essere rivalutata eliminando di fatto doppie voci di spesa, allora faremo esattamente quello che ci è richiesto dalla Regione: applicare la retta unica".
Il messaggio del direttore è chiaro: "Faremo ordine, rivedremo certi assetti, non sarà niente di tragico. Non ci riusciremo per il 1° gennaio perchè la trasformazione è complicata, ma bisogna capire che questa è l'unica via percorribile".
Il portavoce dei genitori, Ezzelino Bressan, scuote la testa: "Che amarezza vedere che i nostri figli, già in difficoltà per essere venuti al mondo con tanti problemi, sono sempre e solo costi da tagliare. Qualcuno, davvero, dovrebbe vergognarsi...". Nell'Ulss 22 è bufera per la riorganizzazione amministrativa dei servizi sociali annunciata dal direttore generale: la definizione della "retta unica" per Ceod e Comunità alloggio. Dall'Ora ha contro le cooperative e anche le famiglie dei ragazzi. Quella che si sta verificando è una vera e propria guerra con tanto di Comitato dei genitori, sindacati a difesa dei lavoratori e gestori che minacciano di interrompere il pubblico servizio.
Nelle altre due aziende sanitarie veronesi tanto subbuglio non c'è. "Noi, nella 20", spiega il direttore dei servizi sociali De Cristan, "stiamo lavorando per riclassificare i 670 ragazzi seguiti nelle strutture in base alle categorie indicate dalla Regione: per ognuna è prevista una quota fissa nel rispetto sia di un contenimento della spesa ma anche di una qualità dell'offerta. Diaciamo che", precisa l'amministratore, "insieme alle cooperative e alle famiglie cerchiamo di far quadrare il cerchio e di rispettare i nuovi criteri indicati dalla Regione. Questo però sempre senza intaccare la qualità dell'assistenza e gli standard d'eccellenza raggiunti negli anni".
Stesso clima anche nell'Ulss 21. "C'è estrema collaborazione tra azienda, cooperative e famiglie", garantisce il direttore dei servizi sociali Raffaele Grottola,"stiamo pure noi rivedendo la classificazione degli assistiti da quattro livelli a tre (medi-gravi-gravissimi) in modo da avere tre rette invece che 4 e stiamo anche lavorando alla cosidetta co-progettazione con il terzo settore. Con serenità, si insegue un obiettivo comune: una assistenza di qualità".
Camilla Ferro
