Posizione:Articolo de "L'Arena" dell'8 ottobre 2009
Articolo de "L'Arena" dell'8 ottobre 2009
Secondo articolo inerente la complessa situazione sugli accordi per le convenzioni tra le cooperative sociali e l'Azienda Sanitaria Locale U.L.S.S. 22, tratto dal quotidiano "L'Arena" del giorno 8 ottobre 2009 a firma della giornalista Camilla Ferro.
Giovedì 08 Ottobre 2009 PROVINCIA Pagina 21
ULSS 22 . È guerra tra le famiglie dei portatori di handicap che frequentano i Centri diurni e residenziali e la direzione dell’azienda sanitaria
"Giù le mani dai nostri figli"
È nato il Comitato Genitori: "Difenderemo i diritti dei disabili contro i tagli all’assistenza"
"Non toccate i nostri figli". Più forte: "Giù le mani da questi ragazzi". Ancora: "Facciano tutti, per primo il direttore generale Dall’Ora, un corso intensivo di senso del pudore e di sensibilizzazione". Di più: "In questa azienda sanitaria da un anno è in atto una catena di smontaggio dei servizi ai disabili: qualcuno vuole distruggere Ceod e Comunità alloggio e tornare al triste passato, a quando i portatori di handicap si tenevano nascosti in casa, aspettando solo che morissero o dimenticati nei manicomi". La denuncia: "Ecco, ai politici che vogliono tagliare i costi della disabilità, noi diciamo che nessun ulteriore sacrificio deve essere chiesto ai nostri figli che hanno già la loro croce, è immorale pensare di aggiungerne altre". Infine, una promessa: "Non permetteremo di distruggere ciò che con tanta fatica è stato costruito grazie al lavoro delle cooperative, dei volontari e dei sindaci. Dall’Ora, con la retta unica non potrà rovinare il lavoro fatto da chi l’ha preceduto: i Ceod e le Comunità alloggio sono il fiore all’occhiello di questa Ulss, hanno sempre funzionato, i ragazzi inseriti in queste strutture hanno fatto passi da gigante, come può pensare di tornare indietro?".
Attacchi giustificati e constatazioni amare. Ad ascoltare i tre rappresentati del neonato Comitato Genitori dell’Ulss 22 vengono i brividi. Perchè Ezzelino Bressan, Maria Luisa Danese e Vania Comencini qualche giorno fa, dopo una affollata riunione, sono stati eletti da mamme e papà "come loro" a rappresentare le 283 famiglie dei 300 disabili residenti nel territorio della 22. È la prima volta che si mettono davvero insieme, si parlano per ore e decidono di fare "gruppo" per avere voce nelle scelte che riguardano il futuro loro e di tutti quelli che un giorno potrebbero trovarsi nella loro stessa situazione. Il problema che da un anno li angoscia e che adesso hanno deciso di affrontare "da dentro", avendo un ruolo attivo nei tavoli decisionali, è quello della gestione amministrativa delle cooperative: prima dell’arrivo di Dall’Ora funzionavano in regime di convenzione, ora l’Ulss 22 ha deciso di sostituirle con la retta unica giornaliera, un sistema indicato dalla Regione per equiparare e contenere la spesa. "È impossibile", spiegano i tre, "che con i minor soldi che l’Ulss vuole dare alle cooperative queste riescano a mantenere gli standard assistenziali nei centri fin qui garantiti: se per ogni disabile Dall’Ora vuole arrivare ad un fisso al giorno calcolato al ribasso, inevitabilmente salteranno attività, laboratori, numero di operatori".
"È una battaglia doverosa quella che il Comitato ha deciso di fare", spiega Bressan, "ed è nell’interesse di tutti: un figlio disabile non lo scegli, arriva e non è solo dei genitori che con amore lo accettano, lo sostengono e lo rispettano ma è figlio anche della società. È una lotta, la nostra", precisa," fatta non solo per i nostri figli ma anche per quelli che arriveranno e per tutti i sani che da un momento all’altro possono passare nel gruppo dei non-sani. Ci vuole niente a ritrovarsi dall’altra parte della barricata". E Maria Luisa Danese: "Quello che sta mettendo in pratica il dottor Dall’Ora con la sua politica dei tagli dei costi, è disonorevole: se c’è da risparmiare dentro l’Ulss, siamo tutti qui pronti ad aiutarlo, a fare controlli sulle 22 cooperative per vedere se ci sono degli sperperi, ma pensare di ridurre i fondi imponendo la retta unica significa tagliare Ceod e Comunità alloggio". Rincara Vania Comencini:"Al momento le cooperative lavorano su proroga del mandato fino al 31 dicembre perchè le convenzioni non sono state rinnovate: dal 1° gennaio noi pretendiamo chiarezza, vogliamo sapere che non salteranno le attività nei Ceod e che tutto continuerà a funzionare bene come è sempre stato. Che questo accada con le convenzioni, con la retta o con qualsiasi altro sistema, a noi non importa: l’assistenza ai nostri ragazzi disabili non si tocca e non si rinuncia agli standard di qualità ottenuti in anni di dure conquiste". "La riabilitazione dei nostri figli", conclude Bressan, "non sono elemosina ma diritti sacrosanti da rispettare: il dottor Dall’Ora faccia un corso accellerato di sensibilizzazione, vedrà che poi riuscirà anche a far quadrare i conti".
Camilla Ferro
"Caro Dall’Ora adesso pretendo spiegazioni"
Una richiesta di spiegazioni in merito al rinnovo dei contratti con la cooperativa che gestisce il Ceod "Il Girasole" di Villafranca è stata avanzata dall'assessore regionale al sociale Valdegamberi al direttore generale dell'Ulss 22 Dall’Ora. Valdegamberi ha scritto al direttore: "C’è un notevole malessere delle cooperative che gestiscono i Ceod del territorio in convenzione con l'Ulss 22. Il confronto sui nuovi modelli di gestione dei servizi nei diurni e residenziali non può andare a discapito della firma delle convenzioni che sono costantemente in regime di prorogatio e, soprattutto, deve avere come punto fermo il mantenimento dello standard qualitativo dei servizi". Ancora: "I familiari dei ragazzi che frequentano il Ceod Il Girasole gestito da La Casa del Sole di Mantova sono molto preoccupati perché l’Ulss non ha ancora deciso chi sostituirà la cooperativa pur avendo quest'ultima manifestato la volontà di non voler continuare ad operare nella struttura. Situazioni di precarietà simili non giovano né agli operatori né rassicurano i familiari già duramente provati da un difficile vissuto quotidiano". Valdegamberi sottolinea un altro aspetto. "Due anni fa è stato inaugurato a Villafranca il centro residenziale su richiesta della stessa Ulss 22: non è ancora stato aperto...una struttura costruita con i soldi pubblici e lasciata chiusa è un pessimo segnale per i cittadini oltre a diventare motivo di approfondimento per la Corte dei Conti. Situazione inaccettabile per la quale chiedo una relazione scritta".
F.T.
