Posizione:Comunicato stampa 10 ottobre 2009
Comunicato stampa 10 ottobre 2009
Le Cooperative sociali e le Associazioni che nel territorio dell'Ulss nr. 22 Regione Veneto gestiscono i Servizi Diurni e Residenziali per persone Disabili adulte, accogliendo nelle proprie strutture quasi trecento persone, denunciano una situazione di incertezza e di pericolo per la gestione dei suddetti servizi.
La nuova Dirigenza dell'A.Uiss 22, insediatasi nel gennaio del 2008, nell'intento di rivisitare il sistema dei servizi esistente, ha dato inizio ad un periodo dì estrema precarietà, che si è tradotto in ben 4 proroghe d'incarico in due anni per il proseguo dei servizi, proroghe che hanno prodotto uno stato di incertezza per le organizzazioni con ritardi nei pagamenti, impossibilità di eseguire una programmazione duratura dei servizi e risposta ai bisogni dei territorio oltre ad un grande disagio economico-finaziario.
A oggi, con delibera integrativa del 29 settembre, gii accordi economici per il 2009 dovrebbero, usiamo il condizionale in attesa della possibilità di verifica, aver trovato una soluzione, anche se con ritardo non giustificabile, considerando che le disponibilità finanziarie erano note già da maggio, quando la Conferenza dei Sindaci ha approvato il bilancio 2009.
La questione più importante messa sul tavolo di lavoro dalla direzione dell'Azienda Ulss è un cambio radicale nell'accoglienza della persone disabile che non hanno più la famiglia o che per vari motivi non possono più viverci, alle quali attualmente è offerto un sistema integrato di servizio residenziale e diurno: quindi una casa, la comunità, e un centro diurno nel quale svolgere attività educative-occupazionali o attività riabilitative. L'ipotesi dì trasformazione è che la comunità diventi l'unico servizio di riferimento, una retta unica, ma soprattutto viene a mancare la possibilità di offrire alle persone ambienti alternativi e capaci di garantire stimoli relazionali e attività diversificate. Riteniamo questa ipotesi non adeguata perché impoverisce la vita della persona disabile e risulta quantomeno discutibile applicarla senza distinguo a tutte le 65 persone che attualmente vivono nelle comunità alloggio e contemporaneamente godono dei servizi diurni. Una riorganizzazione di questo tipo mette inoltre in pericolo anche la sopravvivenza di alcuni centri diurni, con la possibilità o necessità di chiuderne alcuni; perdere servizi esistenti sui territorio crediamo sia un errore grave per l'oggi ma ancor più per domani.
Per affrontare questa complessa questione il nostro Coordinamento ha chiesto un tavolo allargato di discussione, con la presenza dei familiari e dei Sindaci del territorio che già hanno dato la loro disponibilità ad operare in tale direzione.
Siamo convinti che non si possa operare una trasformazione di questa portata senza il coinvolgimento dei diretti interessati. Le difficoltà economiche dell'Ente Pubblico non possono essere la scusa per venire meno al diritto di una vita dignitosa e nel rispetto dei diritti della persona disabile.
Per noi Enti gestori è fondamentale uscire da questa situazione d'incertezza e non siamo più disponibili a proroghe più o meno motivate. Auspichiamo quindi che nei prossimi mesi sia possibile mettere la parola fine a questo periodo d'incertezza, con soluzioni rispettose dei diritti della persona disabile e garantendo la qualità dei servizi offerti.
